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Mogherini e Pinotti sui marò: "Si apre la fase dell'arbitrato internazionale"
Per la soluzione del caso dei due marò "si apre la procedura internazionale": lo ha annunciato il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, nel corso di un'audizione alle commissioni Difesa ed Esteri congiunte di Camera e Senato a palazzo Madama. "Siamo usciti dalla fase negoziale e siamo passati in una fase in cui si avvia uno scambio di punti di vista" tra le autorità italiane e indiane, attraverso l'istituzione di una commissione di esperti con carattere giuridico", ha spiegato Mogherini. "Nel caso non si arrivi a una soluzione concordata, si procederà al vaglio degli strumenti preposti alla risoluzione delle controversie internazionali". Il governo italiano ha inviato a New Delhi "la richiesta di avvio di questa fase nuova, si tratta di uno scambio di punti di vista ed è il primo passaggio verso tutte le strade del diritto internazionale", ha sottolineato la titolare della Farnesina. Guarda anche il video commento di Giuliano Ferrara su Radio Elefante I marò a casa subito
14 AGO 20

Per la soluzione del caso dei due marò "si apre la procedura internazionale": lo ha annunciato il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, nel corso di un'audizione alle commissioni Difesa ed Esteri congiunte di Camera e Senato a palazzo Madama. "Siamo usciti dalla fase negoziale e siamo passati in una fase in cui si avvia uno scambio di punti di vista" tra le autorità italiane e indiane, attraverso l'istituzione di una commissione di esperti con carattere giuridico", ha spiegato Mogherini. "Nel caso non si arrivi a una soluzione concordata, si procederà al vaglio degli strumenti preposti alla risoluzione delle controversie internazionali". Il governo italiano ha inviato a New Delhi "la richiesta di avvio di questa fase nuova, si tratta di uno scambio di punti di vista ed è il primo passaggio verso tutte le strade del diritto internazionale", ha sottolineato la titolare della Farnesina.
Il governo italiano ha quindi intrapreso la via dell'arbitrato internazionale per la risoluzione del caso marò secondo quanto ribadito anche dal ministro della Difesa, Roberta Pinotti: "Non è rimasta altra via che l'arbitrato internazionale", ha sottolineato il ministro. Si tratta di una "precisa strategia condivisa con il parlamento che poggia sul'internazionalizzazione della vicenda", ha spiegato Pinotti. "Trattenere due militari per oltre due anni è inaccettabile per noi, così come per i nostri partner internazionali e abbiamo ottenuto il loro sostegno" per la soluzione della vicenda.
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Il ministro ha ribadito da parte italiana il rifiuto della giurisdizione indiana: "A oltre due anni dall'incidente, a fronte di un atteggiamento indiano dilatorio ed evasivo, manca ancora un atto di accusa", ha ricordato il ministro, secondo il quale i due marò erano tutelati dalla "immunità funzionale". "Si tratta di militari che stavano svolgendo il loro compito in missione, il giudizio in India non è una strada percorribile. Per i militari in missione esistono norme che riguardano il giudizio, in caso di errori o manchevolezze", ha aggiunto Pinotti. "Tutte le volte che approviamo missioni internazionali decidiamo le norme sulla giustizia militare e le normative giurisdizionali".
Con l'apertura della fase internazionale sul caso marò si conclude inoltre l'impegno dell'inviato del governo Staffan De Mistura, "mentre abbiamo deciso di far rientrare a Delhi l'ambasciatore Daniele Mancini".
Il governo italiano ha quindi intrapreso la via dell'arbitrato internazionale per la risoluzione del caso marò secondo quanto ribadito anche dal ministro della Difesa, Roberta Pinotti: "Non è rimasta altra via che l'arbitrato internazionale", ha sottolineato il ministro. Si tratta di una "precisa strategia condivisa con il parlamento che poggia sul'internazionalizzazione della vicenda", ha spiegato Pinotti. "Trattenere due militari per oltre due anni è inaccettabile per noi, così come per i nostri partner internazionali e abbiamo ottenuto il loro sostegno" per la soluzione della vicenda.
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Il ministro ha ribadito da parte italiana il rifiuto della giurisdizione indiana: "A oltre due anni dall'incidente, a fronte di un atteggiamento indiano dilatorio ed evasivo, manca ancora un atto di accusa", ha ricordato il ministro, secondo il quale i due marò erano tutelati dalla "immunità funzionale". "Si tratta di militari che stavano svolgendo il loro compito in missione, il giudizio in India non è una strada percorribile. Per i militari in missione esistono norme che riguardano il giudizio, in caso di errori o manchevolezze", ha aggiunto Pinotti. "Tutte le volte che approviamo missioni internazionali decidiamo le norme sulla giustizia militare e le normative giurisdizionali".
Con l'apertura della fase internazionale sul caso marò si conclude inoltre l'impegno dell'inviato del governo Staffan De Mistura, "mentre abbiamo deciso di far rientrare a Delhi l'ambasciatore Daniele Mancini".
Guarda anche il video commento di Giuliano Ferrara su Radio Elefante I marò a casa subito